ANNIE GIRARDOT

25 ottobre 1931.

Nasce a Parigi l’attrice Annie Girardot. Dopo aver debuttato in teatro con la Comédie-Française, facendosi apprezzare da un “mito” come Jean Cocteau, esordisce sullo schermo nel 1956 con “Tredici a tavola”, diretta da André Hunebelle.
Il suo primo, vero successo è legato al ruolo di Nadia in “Rocco e i suoi fratelli”, il capolavoro neorealista firmato da Luchino Visconti nel 1960.
Molto apprezzata dai registi italiani (Monicelli, i fratelli Taviani, Gregoretti, Maselli) è stata protagonista di alcuni importanti film di Marco Ferreri, che l’ha scelta come protagonista di “La donna scimmia” (1964), “Il seme dell’uomo” (1968) e soprattutto “Dillinger è morto” (1969).
La sua lunga carriera è proseguita in Francia, diventando un’icona popolare, molto amata dal pubblico. Premiata nel 1977 con un “César” come miglior attrice protagonista (“Il caso del dottor Gailland”), ne ha ottenuto un secondo nel 2002 come miglior attrice non protagonista (“Il pianista”, di Michael Haneke).
Sposata con Renato Salvatori, è stata colpita in età avanzata dal morbo di Alzheimer, che l’ha costretta a interrompere ogni attività artistica dopo sessant’anni di carriera e qualcosa come 120 film.
Si è spenta a Parigi, all’età di 79 anni, il 28 febbraio 2011. Da allora riposa nel cimitero parigino di Père Lachaise. (RR)


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