ANNA KARINA

22 settembre 1940.

Nasce a Solbjerg, in Danimarca, l’attrice e regista del cinema francese Anna Karina (Hanna Karin Blarke Bayer), volto della “nouvelle vague” e musa del regista Jean-Luc Godard, con il quale ha girato ben otto film.
Figlia di un capitano di mare che ben presto abbandona la famiglia, la piccola cresce in diverse famiglie affidatarie, prima di tornare a vivere con la madre all’età di otto anni.
Cantante di cabaret e modella, si trasferisce dalla Danimarca a Parigi a 18 anni, proseguendo la carriera di indossatrice per Coco Chanel e Pierre Cardin.
Notata da Godard, che all’epoca è solo un redattore dei Cahiers du Cinéma, rifiuta il ruolo di protagonista di “Fino all’ultimo respiro” per poi esordire in “Le petit soldat” nel 1960.
L’anno seguente i due si sposano (divorzieranno nel 1968) e la Karina viene premiata al Festival di Berlino per l’interpretazione fornita in “La donna è donna”, a fianco di Jean-Paul belmondo e Jean-Claude Brialy, ruolo che in un primo tempo era stato offerto da Godard a Brigitte Bardot.
Sempre diretta dal marito, Anna ribadisce il suo ruolo di “Volto della nouvelle vague”, da “Questa è la mia vita” (1962) a “bande à part” (1964), da “Il bandito delle 11” (1965) a “Una storia americana” (1966).
Sempre negli anni Sessanta viene diretta da altri registi di prestigio, da Agnes Varda (“Cleo dalle 5 alle 7”), Roger Vadim (“Il piacere e l’amore”) e Jacques Rivette (“Suzanne Rivette,la religiosa”).
In seguito è stata scelta da importanti registi italiani, da Luchino Visconti (“Lo straniero”) a Franco Brusati (“Pane e cioccolata”) e Emidio Greco (“L’invenzione di Morel”).
Dopo il divorzio da Godard, si è risposata altre tre volte, proseguendo la carriera cinematografica in maniera più episodica fino al 2003, debuttando anche in teatro e scrivendo tre romanzi, comparendo di tanto in tanto anche in televisione. (RR)

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