JEAN VIGO

26 aprile1905.

Nasce a Parigi il regista Jean Vigo, destinato a una folgorante quanto brevissima carriera. Figlio di un anarchico arrestato nel 1914 e morto in carcere, il giovane Jean compie studi frammentari, passando da un liceo ad un altro. Nel 1929 gira il suo primo documentario, “A’ propos de Nice”, un film muto di 25 minuti in cui descrive le disuguaglianze sociali della Nizza degli anni Venti. L’anno seguente gira “Taris, roi de l’eau”, documentario di 11 minuti dedicati al campione di nuoto Jean Taris.
Nel 1933 dirige il suo primo film a soggetto, “Zero de conduite”, mediometraggio di 47 minuti in cui mette in scena la ribellione  di un gruppo di studenti di un austero e deprimente collegio. Il rifiuto da parte di quattro ragazzi di accettare uno zero in condotta porterà a una catartica fuga sui tetti nel giorno della festa dell’istituto.
Nel 1934, infine, realizza il suo capolavoro, “L’Atalante”, storia d’amore ambientata su una chiatta fluviale che porta questo nome. Protagonista del film è Juliette ( l’attrice tedesca Dita Parlo, allora ventottenne) da poco sposata con Jean (l’attore Jean Dasté) e infatuata delle luci ammaliatrici di Parigi. L’imbarcazione su cui vivono i due giovani è governata da un vecchio marinaio, père Jules, (il mitico Michel Simon), autentico deus ex machina del racconto, piccolo gioiello del cosiddetto “realismo poetico”. Il film sarà  riscoperto e amato dalla “nouvelle vague” francese degli anni Sessanta dopo anni di immeritato oblio.
Jean Vigo, malato di tubercolosi, morirà poco dopo la conclusione delle riprese, il 15 ottobre 1934, a 29 anni, lasciandoci in eredità il piccolo mondo poetico che il destino gli aveva concesso di creare. (RR)

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